ufficio presagi. quel che già più non è non sarà mai. aka per ogni filo che il divino tesse non c'è sarto che tenga. lo specchietto allodola, ti rispedisce al via - maestà, è che ho la mente altrove - serata con x. pareti irraggiungibili. episodio dell'interesse principe. si elencano fatti ma non basta, si coniugano certezze ma non basta. oh lettore che leggi la spaventevole trama di questa avventura: buona fortuna anche a te
le cose accadono e l'intero non esiste. in linea con le tematiche del genere, c'era una volta, anzi due, perché la storia continua, perché deve continuare, secondo istrumento, mito del riflusso. così, nell'anno del disorientamento, la creatura, caduta mattutina nel cappello della pietà, viene accolta tra lo sconcerto generale. la creatura, nella sua sorprendente devoluzione, s'adopererà fin da subito alla disobbedienza infantile seppur integrata al concetto del kit dolce della ripetizione. non c’è più molto da dire e siamo solo all'inizio. nel corso degli anni la creatura mitigherà la pena della propria esistenza con qualche prosa, qualche poesia. adolescente, compulserà pubblicazioni infere colme di sopraffazione secondo il physicalisme sémiotique di b. dedicandosi in seguito allo studio dei venti (a favore, possibilmente). dal misero ambiente natale la creatura s'allontanerà ben poco, se non per viaggi limitati a zone circonvicine. sul piano sentimentale propenderà per unioni impossibili concedendosi a riguardo scomposte fantasie, basti citare l'episodio (omesso nel verbale) del libretto posato sulle gambe di v. che, rimasta orfana dell’ovvio, esamina l’origine del mondo partendo dall'origine del mondo. siamo a fine novecento, la creatura incontra la sua bella. si riporta nel verbale di quando la bella, tolse un frutto dalla mano della creatura portandoselo quindi alla bocca lasciandosi al contempo accarezzare un piede. lo sgranò, quel frutto, senza spolparlo. la creatura rubò quindi una parte di quel frutto affettandola con un elegantissimo kriss. come credete che sia andata. la creatura ammirò in quel preciso momento, e per quel momento solo, il masticamento della bella indovinando cifre grandemente diseguali. a verbale omessi altri fatti più complessi e confutabili. al netto delle fatalità e degli accidenti, l'unione naufragò. la bella e la creatura si rivedranno solo anni dopo, ormai disamorati ed altrimenti geostazionari. nell'occasione si scambieranno convenevoli e saluti di circostanza, tutti in una volta. in seguito la creatura attraverserà molte complicazioni, molte irregolarità. presaga d'ulteriori delusioni, stanca e ormai anziana, la creatura renderà più opaco il cristallino provando sensazioni finalmente più soffuse. nimesuldie, il misterioso risolutore, non potendo far più nulla per essa, s’allontanerà senza commiato. metroamante, mosso a sentimento, le canterà motivi di consolazione
fine 83, il male già evidente, gli elenchi già pronti. una prima idea d'eterno mentre le dita, più veloci del pensiero, si dispongono sulla fronte rimarcando l'inutilità del momento
inizio 84. ricordi circonfusi dall'interno d'una vettura leggera leggera che andava lontano lontano su strade da seguire come un disegno a filo su cosce dove il confine è vago e impone accortezza. ammirata l'anfibia conformità della coda. profonde affezioni impongono un certo intervento purché non s'approfondisca il mistero
apri la porticina e lasciami passare» chi è che vuol passare. esaudire un desiderio con un altro desiderio è un'umana distrazione. umana e prossima la catastrofe nazionale. è la cosa più semplice da vedere. allora è questo il momento, tutti a bordo verso luoghi prodigiosi si dice abitati da calibani
siamo cattivi corriamo da chi ci fa paura. giro dei negozi vs. piccoli appuntamenti quindi al rientro andare in fondo alla faccenda sala da bagno - armadietto - stanzino - botticine - armadietto con dentro l'elettricità. visione di campo. stato di semi-veglia interrotto da uno con un nome che vorremmo aver inventato noi
la lingua impara da sé mette toglie da qui il controllo completo dello specillo orale. da principi astratti il serialismo delle procedure da cui non procederà nulla. il fattore x sistema tutto. il calibro, l'assunto del posto, dove stare, la semifine proietta emette trasmette nonostante la netta propensione alla stanzialità. così modesta l'incongruenza, sottocampione minuzioso delle preferenze. attenti a bibi. gli epicurei cromaffini tamponano lo sgraffio
discorso agli infermi. come affrontare la dura legge dello strazio. alcuni, colti da asterismi di massa, pensano al non ritorno, ma senza interesse, senza convinzione. quoziente dei sopravvissuti pari al vero. twist terzomondista. è presente una certa folla. clamoroso aumento dei sintomi alla visione delle foto. un lieve tremore disturba le immagini confonde gli avvenimenti. i presenti danno ritmo alla conversazione pregustano il seguito. esperti sorseggiano digestivi. da configurazioni parallele segnali di vita dell'intorno, ci stiamo proprio divertendo, chissà
da qui si vedon le alpi. momento tagliato male. allora che fai: prepari l'innesco. come affronti questa prova: con diplomazia e negozio. vapori dell’adornazione. il pubblico applaude ma non te, e questo ti confonde. rip-off dell'incompreso. la pena di zos che non lo scendono a pisciare
'99 pittatine sulla coscia - primo quarto anteriore dài tira su. segmento superiore al colmo del rilievo. motivo a mezzo fra quarta e quinta (v^) ulteriore elemento nel complesso: genera una rotazione rivelando la massa, l'estrusione. fin qui l'analisi del rimosso. favorire la contiguità del praecuneus. è un sigillo, non si deve sapere. la pasta smaragdina chiude la scissura pregressa. urbanistica degli emisferi sopra l'orbita delle colline - non più pianura non ancora montagna - presenti alcune aperture a tratti trasversali, corrispondono a un'incisione (accessoria) in asse. hanno un loro percorso. guerra ai più giovani e incauti. io a vent'anni (foto). primo fatto della prosa. guardatela da lontano. domani vendetta. consideratene la logica, è inesorabile. bisogna essere precisi, non ci sappiamo fare. da questi dati una statistica. secondo fatto della prosa. ritrovamento dall'antropocene di esemplari compromessi da tratti atipici. per cinque fiorini d'oro la piccola antimenschen scopre un po' di caviglia, la ricopre (ricostruzione sommaria), poi fa così con la testa. all'erta, vertebrati. non durerete molto
note di nomenclatura. 6 omicidi 2 corruttori 1 falsario 2 grassatori 1 reo di ribellione 2 nudità pubblica 1 incitamento a rivolta. da cronache parziali una qualche frenesia
la donna interpreta una regina ribelle che aspira al regno ma cade dalla torre incoronandosi di mille spine e di mille corone. essendo però la colpa astratta la regina apre il cancello chiude il cancello sale le scale scende le scale apre il cancello chiude il cancello sale in carrozza scende dalla carrozza entra nel caffè esce dal caffè rientra nella carrozza scende dalla carrozza apre il cancello chiude il cancello sale le scale scende le scale scompare scompare scompare
rifiutate il lavoro, poiché il lavoro è l'ovvio dei popoli. un accenno di ripresa. niente ripr
s'accendono le immagini ti seguo e ti voglio ma costi come un marinaio
il figlietto della poesia affonda il piedino nella figa di mammà. qual pioggia divina l'avvenire. sacrario del minuscolo ribelle. sta in un fazzoletto. alcune reminiscenze d'un aprile assai crudele. predisposizione agli eventi: corteo sotto casa. annuncio sortilegio. dolentissimi per accaduto saluti cari stop. votati al vero s'infiammano sul tiziano. festa in frazione ma con questo freddo è un'impresa. arcangelino ne racconta una bella
dieci cento mille birnam. insieme per fallire. heathersmoke e cloudweed concordano sul non resistere. ravvivano il fuoco senza fretta. buckingham, siamo alla frutta sai? mos maiorum: imperi distratti dall'odore. gli egizi a favore, contrari gli assiri. gli innocenti chiedono asilo. se c'è qualcuno qua dentro lo scoveremo. dalla botola ci sorridono così
gli animali di una volta. gli animali di una volta erano grandissimi e quasi immangiabili. venite dentro che è più caldo, disse il lupo alle pecorelle. massacri occasionali, a loro piace. gli intervenuti hanno un segnale che prende dappertutto. oh pianeti che presiedete le fortune perché siete così avversi ai nostri piani. le poltroncine, i drinks, un poco d'aria. ti tengo il cane se vuoi. proustianamente il cerchio si chiude
l'ultima volta che sono stato bene era forse un martedì. sopravvivere con abiti fuori stagione. strofinare sullo smalto è la fisiologia del civico fraintendimento. trattato della copertina romantica. figure ignote scovate nei dettagli. noi che siamo contro tutti votiamo per il peggiore
il vero amore non muore mai. maschietto cosmidoro accontentatutti a occhio nudo perizona il boschetto. tolta la proiezione l'assenza è manifesta. qualche frattura qualche graffio fenomeni occulti una lieve pressione fa ripartire il nastro. segue trasmissione. spirito consumato solo nel volume. sì, ma nella vita che fai
purely cerebral feste. si tratta qui del celebre depensamento. rapporto tra oggetto assoluto e soggetto relativo. elenco parziale, ancorché ristretto, dei messaggi e loro accessibilità che, per noi che non mangiamo, è un'impresa. davvero, non mangiamo mai, siamo poverissimi e il suo contrario allora nutriteci noi questi poveretti oh commestibili
come si riempie una piramide. vedi nei preferiti. l'azione intrapresa al clebbino con certi sensori che eccitano molto. fossette da trauma. teoria delle mille segrete felicità. han questa fantasia di fotografarsi i piedi, è la congiura del perfetto
la ballerina descrittiva ti guida per segmenti, motivi giustapposti, per prodigi che sono indefiniti o definiti da metafore il che è lo stesso. qui, come dire, è un trilabirinto da attraversare come frecce all'occhio, sulle punte del balletto ["…le sul bal- letto" (così nel testo) tra le quinte la vera natura spaziale del drago che brucia e divora - siamo presi, è evidente, nella morsa d'una fiaba - una sintesi mobile - arianna ama teseo ec. sembra felice nell'offrirsi ec. è una dea dopo tutto ec. dall'arazzo alcune atrocità - trascrizioni dal motivo che nessuno intende riconoscere lì per lì ma ecco l'espressione dell'agnelletto poco prima di, beh, sapete cosa. quindi s'avanza nella foresta oscura o è la foresta oscura che avanza verso di noi o siamo noi che avanziamo con la foresta oscura. per il brivido di brame divine, cupidi dànno una svolta magica all'intreccio indicano l'uscita agitando cazzi saltapicchi "passate per di qua
aspetti elementari d'una vicenda plurimillenaria con ancora tutti lì ad aspettare. immaginette da zacinto. sfavoleggiare perduti in logge solenni il re ti sposa poi ti sfonda - è un organismo ambivalente, non ne fa una questione di specie - tra scorci e slanci il sogno lascia tracce conseguenti e transitorie così l'operatoare opera gira e rigira gira una filmina - qualcuno si sottrae ma - in secundis - viene ripreso - come potrebbe essere altrimenti - sospeso e ripreso ancora avanti veloce avanti piano torna indietro pausa torna avanti avanti avanti stop e così sempre per sempre e ancora. i più attenti obiettano argutamente con obiezioni tipo qui non si racconta niente neanche i particolari tipo torre castello corona, fiore, chioma, furore.. ullalontanamentincanalinodueosmorzinnanzi e altre strazianti analogie. mlle ringrazia, spegne tutto e se ne va
abbiamo perduto la ragione, è per questo che siete qua - alcuni armeggiano con la statuina propiziatoria che simula un prodigio lasciando trasparire una zampina: poema. vedi la semplicità animale, dialogante e descrittiva, essa non regge non può reggere alla trasposizione. infratempo dal verricello discende un tonitruante zeus è l'innamorato volatile che fa sembiante, in sogno, del divino, la notte consigliera affabilmente lo ritrova già umano ed egli umanamente le s'avvicina schizzando in cielo un exit da urlo. fine quinto assedio