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le cose più difficili fortificano la pratica favoriscono soluzioni e cure salutano in modo corretto da dentro i recinti i sopravvissuti regnano caotici un regno caotico (ovvio) scendono per la spesa tra le armonie di cieli derivati da leggi e gravità e senza una piega una uno prende una storta allora bende avvolte al piede dove poco prima perlappunto la storta il cedimento da dentro i recinti i sopravvissuti cercano come del cibo non proprio del cibo l'avvicinano alla bocca non proprio una bocca ad un certo punto certi vanimenti li distraggono un attimo da quell'operazione impropria inopportuna s'esauriranno presto troppo troppo presto come paesi estinti non appena presi ma come se noi qua non ci moviamo mai (rivelazione imperdonabile) mal mangiati e ancor peggio rigurgitati manipolati da ricreazioni superiori con un qualché di vero s'infilano pochi averi tra fessure feritoie fori strettoie oggetti familiari evidente consumano sul campo con perizia e partecipazione mi dica guarirò? scolpiti finemente angiolotti circuitano amplessi tra quinte e volute cominciando a dubitare di quel sogno che non è un sogno ma una macchinazione inesplicabile un sogno ma che sogno è mai questo sogno tradotto in malanni orribili innominabili un exit vergato da mano ignota sulla porta della latrina invita a chissà quali misteri a chissà quali trucchi a chissà quali misteri